Sindrome premestruale: una scomoda realtà
2 Marzo 2020
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Camilla G. – 27 anni

Mi chiamo Camilla G. ho 27 anni e sono un istruttrice di spinning e soffro di disturbi durante il ciclo mestruale.

Da sempre ho dovuto organizzare la mia vita attorno al periodo del ciclo mestruale. Per me è sempre stato normale cercare di incastrare i miei impegni per evitare che vacanze, lavori intensi o le mie giornate di sport coincidessero con la settimana del ciclo.

Ho provato praticamente di tutto, dalla borsa dell’acqua calda alle verticali consigliate dalle amiche ma il dolore non cessava e mi sentivo impotente di fronte a un fenomeno che non potevo né evitare né arginare.

Quando, verso i diciassette anni, ho parlato dei miei fastidi alla mia ginecologa lei mi ha subito prescritto la pillola; che sollievo per i primi mesi!

Mi sentivo un’altra persona, non ero più costretta a divincolarmi per evitare i miei impegni e potevo finalmente vivermi ogni giorno del mese.

Passati i primi due anni però ho ricominciato ad avvertire di nuovo qualche dolore prima del ciclo mestruale, sul momento non mi sono preoccupata e ho continuato a prenderla, anche perché ho sempre pensato che fosse l’unica soluzione possibile.

Né il mio medico né la mia ginecologa del resto avevano mai accennato ad altro.

Progressivamente mi è tornato il mal di schiena, mi sentivo di nuovo affaticata e con il tempo il problema legato al flusso troppo abbondante che pensavo di aver risolto definitivamente è tornato a infastidirmi. Da qui in poi a cascata tutti i vecchi sintomi si sono ripresentati più intensi, senza considerare gli sbalzi d’umore che mi causava la pillola.

Ho vagato per qualche anno fra medici e ginecologi in cerca di una soluzione alternativa; non volevo rinunciare a quelli che pensavo fossero i benefici della pillola ma mi ero ormai accorta che il sentiero su cui ero stata indirizzata anni prima non faceva per me.

Quasi per caso ho conosciuto Andrea e il suo metodo fisioterapico, durante una di quelle serate fra amiche in cui si finisce a lamentarsi del ciclo. Mi sono incuriosita e ho voluto conoscerlo di persona per provare il trattamento.

Immediatamente mi sono accorta della differenza fra questo approccio e tutto quello che avevo provato fino a quel momento.

Andrea mi ascoltava; non era più un ascolto frettoloso e superficiale, non cercava di indirizzarmi verso una terapia specifica ma, al contrario, cercava di capire con me quali fossero i problemi per me più rilevanti.

È un tipo di ascolto che si protrae nel tempo, non si risolve nella prima seduta ma è continuo, ad ogni nuovo trattamento prima di iniziare abbiamo sempre parlato dei miei progressi e di ciò che avvertivo diverso dalla volta precedete.

Già dopo il primo mese mi sentivo più libera di considerare il mio corpo come un alleato.

Ho smesso di prendere farmaci e in quattro sedute insieme abbiamo ottenuto più risultati di quanti non ne abbia ottenuti io in anni di pillola e rimedi vari.

Durante i mesi successivi ci siamo visti poco, giusto le volte necessarie a consolidare il lavoro fatto.

Oggi a sei mesi di distanza dalla prima visita mi sento una persona nuova, libera di vivere serenamente tutti i giorni del mese.

Dopo questo percorso ho capito che stare bene in modo costante è possibile e che per eliminare il dolore del ciclo ed essere in armonia con il proprio corpo non è necessario l’utilizzo dei farmaci, grazie Andrea!

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